Storietralepagine

Recensione: Il rischio di saper osare

Voto: 3,5 stelle

Care amiche, oggi parliamo di romance!

L’autrice del romanzo è una giovane esordiente che si diletta a farci girare le palle, soprattutto quando entra in scena lui, il tenebroso e più che mai geloso, Gabriele, il protagonista della storia.

Ma andiamo avanti e concentriamoci sulla trama.

Trama

Ludovica e Gabriele sono due ragazzi all’ultimo anno di liceo, sono molto amici, ma Gabriele nutre una passione segreta per la ragazza da quando si sono conosciuti. Ripercorrendo lo stereotipo dei romance, il nostro bello e dannato ha un passato torbido, che non vi svelerò perché dovete andare a leggerlo, mentre Ludovica è la classica brava ragazza in ansia per il futuro.

Ma non un’ansia normale e lecita come l’abbiamo tutti, questa povera crista, amiche mie, pensa alla scelta dell’università e le arriva una botta in testa che da il via a un vero e proprio attacco di panico.

Per fortuna non è sola, c’è lui a consolarla, insieme alle sue amiche e al miglior amico di lui, che è il giullare di corte del gruppo.

A rendere il tutto più piccante è un figo da paura, fu Lorenzo, perché si sacrifica per la felicità della sua fanciulla.

Lorenzo è un bel tipetto, quasi quasi avrei voluto fosse lui il protagonista del romanzo, ma poi mi sono rassegnata.

Ciò non toglie che rende lo storytelling più colorito e interessante, innesca un triangolo amoroso provocando continuamente Ludovica, o forse dovrei chiamarla bella addormentata perché si rende conto solo alla fine che tutti i ragazzi sono pazzi di lei.

Il personaggio che più ho amato, invece, è il dolce nonnino di Gabriele, anche lui vittima di una vicenda che non spoilero assolutamente.

Ma andiamo avanti…

Cosa mi ha lasciato questo romanzo e perché ne consiglio la lettura?

Considerazioni finali

Allora, la storia mi è piaciuta molto, l’autrice affronta temi molto sensibili all’interno della trama, temi come l’autolesionismo, la violenza psicologica, la gelosia ossessiva, ma anche quello dell’amore adolescenziale, della spensieratezza di quegli anni e del valore dell’amicizia.

Ludovica è una ragazza dolce, pulita, è un amore, mi ha intenerito tanto, è molto fragile e la sua relazione travagliata con Gabriele la induce a farsi del male.

Credo che uno degli insegnamenti di questo libro è che si può sempre toccare il fondo, ma poi c’è in noi quell’istinto vitale, lo chiamano di sopravvivenza, ma io lo chiamo volontà di potenza, che ci induce a rialzarci da quel baratro in cui tante volte la nostre mente ci spinge.

L’adolescenza poi è un’età problematica, fatta di paure ed insicurezze, che l’autrice ha evidenziato con maestria e una certa consapevezza.

La storia dunque merita davvero di essere letta, il linguaggio è semplice e adatto a tutti, gli intrighi che tanto ci piacciono condiscono la trama, il bello tenebroso è presente all’appello, dunque, non attendete oltre e correte a leggere “Il rischio di sapere osare”.

Osate anche voi come questi ragazzi, osate la vita, osate l’amore e osate il futuro.

Osate!” urla la penna della Haleys, osate vi dico anch’io.

Osate leggere e bere un dito di rum su un terrazzo al tramonto e, quando scorgerete il finale vi renderete conto che l’orizzonte non è poi tanto lontano e che alla fine Nyliæ Haleys vi conquisterà il cuore.

Buona lettura!

Ti sei fatta trovare, Adeline?

Care, lettrici, oggi parliamo del libro più letto del momento, ossia “Ti ho trovata Adeline”, VOL. I, parleremo anche del Vol. 2, più avanti.

Allora, per prima cosa vi devo dire che mi sento sollevata, pensavo peggio!

Dovete sapere che io non leggo Horror e, quando il libro mi è stato consigliato, avevo una certa ritrosia nell’iniziarlo proprio per via del fatto che l’autrice, al contrario di me, ha una certa passione per questo genere e lo sfodera apertamente nel corso dei suoi capitoli, senza pensare a noi povere fifone. Tuttavia, a parte qualche scena raccapricciante dovuta agli omicidi e ai rituali di cui si parla nella storia, la menzione di qualche alito gelido e un, probabile, demone (per fortuna innocuo) nella sua soffitta, non c’è niente di realmente spaventoso.

Me la sono cavata, dunque, ma andiamo nello specifico del genere, qui siamo dentro un dark romance e, come sapete, qui dentro il trash regna sovrano, ragion per cui sfreghiamoci le manine con bramosia e lecchiamoci i nostri baffi da amanti dello spicy, perché qui dentro, amiche mie, ce n’è a bizzeffe, e non uno spicy soft, no no no, qui siamo proprio in un porno, con tanto di cazzo grosso, il più grosso che esista, e “fica” bagnata ad ogni alitare del protagonista.

Detto ciò, mettiamo da parte i convenevoli e cominciamo la nostra recensione.

Trama

Adeline è una scrittrice molto famosa, non ho ancora capito che romanzi scrive, penso sia una Steven King immaginaria, ma comunque ha un seguito molto ampio, ma non è tutto, Adeline Reilly e anche una figa pazzesca, con un corpo da far girare la testa anche a Padre Pio e un bel paio di occhi grandi e marroni, i classici occhi da cerbiatta, che conquisteranno, senza se e senza ma, il tenebroso ed inquietante protagonista di questo romanzo. Inoltre ha una voce molto sensuale, la voce del sesso, per citare la magnifica Tina Cipollari.

Ma proseguiamo…

Un giorno qualunque, durante un firmacopie, si sente osservata. Alza lo sguardo è incontra quello di un uomo che la fissa a sua volta. Manco a dirlo è un figo pazzesco, alto due metri, tatuato, ha gli occhi di Alessandro Magno e il fisico di un dio dell’Olimpo.

Eh… beata lei direte voi! Ma, c’è un problema grosso quanto una casa, una montagna, un pianeta, non so, fate voi.

Il bellissimo che è rimasto folgorato dalla sua bellezza è un pazzo, psicopatico, stalker, hacker, assassino e chi più ne ha, più ne metta.

Questo dovrebbe spaventare noi lettrici giusto?

Macché, manco a pensarlo! Per noi sapere che tromba con il cazzo di un elefante è miele colato in bocca, quindi, chi se ne frega se squarta la gente e si fa una bella frittata di ossa croccanti, no, noi ci innamoriamo lo stesso, giusto?

Siamo pazze, si sa, ma andiamo avanti.

Adeline abita da sola in un maniero in stile gotico, sito su una scogliera, ereditato dalla nonna Nana. Proprio da sola non è, perché con lei abitano un fantasma che gira per casa e un demone in soffitta, ma a lei sembra piacere questa compagnia, inoltre la sua migliore amica Daya, anche lei un hacker, non la molla un attimo e questo ci rende tutte più sicure perché, casomai dovesse liberarsi il demone della soffitta almeno non è da sola.

Dopo il firmacopie sopracitato, Alessandro Magno inizia a perseguitare Adeline. Invade casa sua di nascosto bevendo il Whisky del nonno e lasciandole un sacco di rose rosse nelle varie stanze (che gesto romantico!), le hackera la videosorveglianza che lei ha fatto installare in casa per la sua sicurezza, e la spia, uccide tutti quelli che ci provano con lei, arriva addirittura a sterminare una famiglia mafiosa di basso rango, certo se fosse stato Al Capone ci avrebbe pensato un po’ su, credo, mozza le mani a quello che le ha fatto un ditalino sulla veranda, insomma, un tipetto tranquillo. Nel corso della trama veniamo a sapere che si chiama Zade, soprannominato Z, e che gestisce un’organizzazione che si occupa di salvare donne e bambini dalla tratta di essere umani (abbiamo a che fare con un eroe!), in particolare debella i giri di pedofilia sparsi per il paese. Questo gli fa onore, ma approfondiremo la questione più sotto.

Ritornando a noi, lo scopo di Zade è quello di fare innamorare Addie di lui e, inspiegabilmente, ci riesce.

Come?Vi starete chiedendo.

“Non lo immaginate?” Vi chiedo io di rimando.

Esatto, si amiche mie, con quello.

Z è un Dio del sesso e, oltretutto, è molto dotato. Le scene spicy presenti all’interno del romanzo sono molto forti, prendono molto il lettore da quel punto di vista.

Sì, Zade è eccitante, ma anche perché non si pone nessun tipo di censura, quello che vuole se lo prende, se la fotte come un bisonte e lei non può fare a meno di restare ammaliata dal suo grosso, grossissimo, membro sempre pronto per lei.

Adesso però vi dico cosa mi ha lasciato questo libro.

Considerazioni finali

Allora, partiamo dal presupposto che una storia, anche se spopola, non per forza deve piacere a tutti, a me nel complesso è piaciuta, però ho trovato la trama molto debole, i protagonisti senza spessore, dialoghi quasi nulli, a parte quelli spicy, e boh, non so, ditemi voi, ma soffermiamoci su alcuni punti:

  1. Zade la vede al firmacopie e se ne innamora perdutamente. Così, la vede una volta dietro il vetro di una libreria e sbam. Mah, già qui la situa fa cagare. Cara Carlton a chi vuoi darla a bere? Ma chi si innamora più ai tempi del globalismo e dei social media, a 30 anni poi, posso capire a 15, ma un trentenne che si innamora come un adolescente in piena carica ormonale di una tizia che non ha mai visto non è credibile, mi dispiace. Che poi lei è anche famosa quindi l’autrice poteva benissimo usare l’escamotage della fama, e invece niente. E non cagate il cazzo con il colpo di fulmine, non esiste il colpo di fulmine! Altra cosa, a inizio trama la Carlton dice che lui la vede in questa libreria e si innamora di lei, quindi io, da lettrice capisco, leggendo, che lui non l’ha mai vista prima a questa proverà crista. Sul finale invece dice che lui la spiava già quando era ragazza. Questa cosa non l’ho ben capita, ma sicuramente sono io l’ebete.
  2. Stalking: ok, lui entra in casa sua, manomettere le sue telecamere, entra nel suo cellulare, ma, scusate, anch’io lo faccio con il mio compagno ahahahaha a parte gli scherzi, allora, Zade fa tutto questo, quindi le fa stalking, però vuole che lei lo ami spontaneamente. Nello stesso tempo la costringe a fargli un pompino, però lei gode nel farglielo, ancora, lui salva le donne dai reati sessuali e poi invece violenta Adeline… e lei vuole essere violentata, cazzo! Cioè, io ora non è che posso darle torto a sta poverina, perché immaginatevi un Rocco Siffredi impersonato da Jacob Elordi con gli occhi di Alessandro Magno, cioè, io gli lascerei tranquillamente la porta di casa mia aperta ahahaha
  3. Spicy: lo spicy è bello crudo, è questo che vale tutto il romanzo (non vi spoilero nulla, vi faccio morire di curiosità ihihih)
  4. Violenza: ce n’è a bizzeffe e Zade è il primo a praticarla, ma quando lei gli chiede perché salva la gente usando questi mezzi lui risponde “perché mi piace, perché voglio farlo”, insomma, io mi aspettavo un motivo più profondo, tipo una sorella stuprata, una madre uccisa, ma niente. Badate bene che a questo punto della trama Adeline è cotta di lui e lo idolatra, ma Zade non è il Dio che pensa di essere figlie mie, per me è solo un pallone gonfiato che si sente un Gesù Cristo, ogni volta che apre bocca mi sta sul cazzo, e lei che lo venera manco fosse il Redentore sceso in terra. Capisco che ti fa venire dieci volte a scopata, però, porca miseria, sei una scrittrice, si presume che tu abbia una certa cultura Adeline, possibile che il senso della vita si trova in un pene grosso 30 cm? Che poi, tutto questo amore di lui nei confronti di lei io non lo vedo, vedo invece una forte attrazione, insomma vuole farsela sì, ma per il resto, tipo, quando la immagina come la madre dei suoi figli, beh ragazze, è ridicolo.

A questo punto credo di aver detto tutto. Consiglio questa lettura? Sì è no, se vi piacciono le storie un po’ strane, sui fantasmi e cose così, allora sì, anche perché, in parallelo alla storia di Adeline la Carlton racconta quella della sua bisnonna, anche lei aveva un suo stalker personale.

Vi lascerà qualche trauma?

No! Io mi sono molto divertita a leggerla, inoltre ho molto apprezzato l’ironia dell’autrice sulle tematiche horror, vi dico che mi ha cambiato un po’ la visuale di questo genere che prima evitavo come la peste, perciò, almeno per me, qualcosa di buono mi ha lasciato.

E voi avete letto Ti ho trovato Adeline?

A presto amiche mie❤️

Segnalazione: Il rischio di saper osare

Care amiche lettrici, oggi voglio proporvi una nuova, accattivante, storia: Il rischio di sapere osare di Nyliæ Haleys.

Questa giovanissima e brillante autrice vi conquisterà già dalla prima pagina, con il suo stile semplice ma incalzante, e l’alone di mistero che circonda i protagonisti.

Ma bando alle ciance e facciamo una domanda più seria, anzi la domanda per eccellenza: ma il libro è spicy? Eh sì mie damigelle, è spicy!

Per la felicità di tutte noi.

Scopriamo adesso cosa ci racconta la Haleys nella sua storia.

Trama

Ludovica Errante ha diciott’anni, è bella, forte, spensierata e sempre con il sorriso sulle labbra, almeno è ciò che mostra, nascondendo agli altri le sue fragilità e paure.Teme di fare la scelta sbagliata, soprattutto per quanto riguarda il suo futuro. Anche se non è sola, e oltre ai suoi amici, c’è Lele che le ha rapito il cuore. Gabriele Costa è il ragazzo perfetto, alto, moro e ricco sfondato. Ha un rapporto travagliato con i genitori e segreti che nessuno deve sapere, tanto meno lei, la piccola ficcanaso dagli occhi blu di cui è da sempre innamorato. Ma un accordo cambierà la sua vita e stavolta sarà difficile salvare la sua anima, perché il buio è tornato a fargli visita più profondo che mai. L’unica via di fuga è lei, ma l’amore a volte non basta.

Riusciranno Ludovica e Lele a sfidare tutti i loro demoni?

Faranno la scelta giusta?

***

Che dire?

La trama già ci stuzzica, ma scopriamo qualcosa in più sull’autrice.

Autrice

Nyliæ Haleys è lo pseudonimo con cui mi troverete, ma per gli amici sono semplicemente Ylenia. Amo i libri al punto da divorare mattoni in pochi giorni. Ho sempre pensato che ci fosse un fondo di verità dietro ogni forma di fantasia e così ho iniziato a scrivere per dargli sfogo e per scappare un po’ da questa realtà. E per chi come me, sogna un amore travolgente.

***

Se volete parlare con lei vi lascio qui i suoi contatti:

Instagram: @nyliae_haleys_stories

TikTok: @nyliae_autrice

TikTok 2: @ylenia_books

Intanto godiamoci un piccolo estratto della sua storia.

Estratto

Dio, voglio davvero che funzioni tra noi due.Tuttavia, l’unica cosa a cui riesco a pensare è che vorrei avere il suo corpo spalmato sul mio, sentirla gemere sotto il mio tocco, venerare le sue forme e farle gridare il mio nome. La desidero più di ogni altra cosa al mondo e lei non mi facilita le cose. Ma da lei voglio anche altro. Voglio essere la persona di cui si fida di più, che si abbandoni completamente a me. Voglio toglierle tutte le insicurezze che ha, perché è una cazzo di Dea, e mi fa impazzire che non riesca a vederlo. Voglio che si senta protetta, stuzzicarla e farla ammattire. Voglio che mi guardi per sempre con quegli occhioni grigi sognanti, pieni di felicità. Voglio fare l’amore con lei per farle capire quanto ci tengo e quanto piacere sono pronto a donarle. Voglio il pacchetto completo. lo voglio tutto di lei, anche se so di non meritarla.

Mi comporto come un idiota geloso. Solo perché lei non riesce a capire quanto sia bella e speciale non significa che gli altri non lo facciano. Ogni volta che la lascio da sola trovo mille sguardi vogliosi puntati su di lei e vorrei gridare al mondo intero che è mia. Sono maledettamente grato di averla nella mia vita. So che se scoprisse alcune delle cose che ho fatto non mi guarderebbe più con gli stessi occhi.

Nemmeno a me piace il mio passato eppure continuo a fare gli stessi errori che i miei genitori mi hanno inculcato.

Forse sono solo profondamente sbagliato.

Forse…

***

Allora, ho stuzzicato la vostra curiosità? Scommetto di sì mie care lettrici. Dunque se non volete perdervi questa nuova lettura, tutta da leggere, premete sul link qui sotto.

https://www.amazon.it/rischio-saper-osare-Cocktail-Edizioni-ebook/dp/B0CWRWMZFY/ref=mp_s_a_1_1?adgrpid=166833985908&dib=eyJ2IjoiMSJ9.eiJXfRjX5D7OPbH2SnlL8FTAzmGk-TsflJgt84g57S793E9ghea65mLDYYJYVySxullPpm44Vk2WjEOeNplL5mVZ7hvb560jN8EVBw1WioaXBXHboQ9Ybc_eHSEQsQOg1MLy7e_T0Z7AX5ot4rmLeKj6mgIMYJhS9TJk0At2Pkc.DAgEpenJXkVjrVGKX_u6rWsAgKM62Kdd4fNxEkywvSU&dib_tag=se&gad_source=1&hvadid=689256185755&hvdev=m&hvlocphy=20546&hvnetw=g&hvqmt=e&hvrand=5818884309261832097&hvtargid=kwd-2293679163984&hydadcr=18921_2276851&keywords=il+rischio+di+saper+osare&qid=1718523162&sr=8-1

Il libro lo trovate sia in formato digitale che cartaceo su Amazon e potrete anche scaricarlo gratuitamente da Kindel Unlimited.

Allora? Cosa state aspettando? Non indugiate oltre, basta un solo click per dare il via alla vostra immaginazione con “Il rischio di saper osare”.

L’agenda del sapere: alla scoperta di Socrate

Commento

Cari, Readers, benvenuti in questo secondo appuntamento con “L’agenda del sapere”.

Oggi parleremo, udite udite, di lui.

Rullo di tamburi.

Proprio di lui: Socrate.

Quando pensate a lui immaginate un personaggio eccentrico e sfacciato, un tipo molto intelligente ed estroverso, ma, molto spesso, taciturno e immerso nella meditazione.
Non il classico sapiente devoto alla conoscenza, bensì un uomo nuovo, forse un oltreuomo, perché è lui che fonda le basi, tutte nuove, del filosofare.

Socrate aveva, per così dire, uno strano vizietto: intervistava la gente.

Vi starete chiedendo: ma perché?

Di certo non per farsi i cazzi loro, posso assicurarvelo.

Il suo scopo era la MAIEUTICA.

Tenete a mente questo strano termine perché è un nodo fondamentale della sua filosofia.
La maieutica è pura ricerca della verità mediante la partecipazione attiva del soggetto pensante. L’obiettivo principale è, attraverso il dialogo, rintracciare la vera conoscenza e sputarla fuori; una sorta di parto del sapere che consiste nel raggiungere l’essenza della conoscenza.
Ed è proprio quello che faceva il nostro Socrate.
L’antico saggio interrogava i giovani e li spingeva al ragionamento, permettendo loro, mediante intricate elucubrazioni, di arrivare al vero concetto del pensiero.

Un parto delle menti, una nascita della conoscenza.

Ovviamente questo non andava a genio ai politici del tempo, che lo accusarono di corruzione dei giovani, una condanna, insieme a quella di non credere agli dei, che lo porterà al processo e, infine, alla condanna a morte.

Ma perché gli fu fatta anche questa seconda accusa?

In che senso, Socrate, non credeva agli dei?

Ritorniamo indietro, ad un altro punto cruciale del suo pensiero.
Socrate è famoso per la frase “Conosci te stesso” , massima religiosa iscritta nell’antico tempio di Delfi.
Questo imperativo suggerisce all’uomo di conoscersi, nel senso di conoscere la propria anima, il proprio sé, al fine di elevarlo alla sua vera essenza, permettendogli di rifiorire in una versione più alta, che vada ad edificare l’esistenza dell’individuo.
Per farlo, occorre un lungo lavoro interiore, depennare le conoscenze e le tradizioni acquisite e volgersi al mondo con occhi nuovi e scrutatori, come un fanciullo alla continua scoperta del reale, basandosi sulla umile locuzione IO SO DI NON SAPERE, formula, che, a dire di Socrate, costituisce la chiave della gnoseologia.

La vera conoscenza, dunque, in barba agli empiristi, deriverebbe dall’interno, dall’anima, e non dall’esterno.
L’anima, il sè, quel demone che guidava Socrate nelle sue scelte e a cui Socrate, spesso si appellava.
Ecco spiegata l’accusa.
Questo demone socratico, per cui gli è valsa la vita, altro non era che la voce della coscienza, ma, miei cari lettori,  a quei tempi Freud non era ancora nato.

Come ben sappiamo, Socrate morì nel 399 a.C.

Platone ci ha lasciato un’importante testimonianza scritta in merito all’episodio, ossia l’Apologia di Socrate, che affronteremo nella prossima “Agenda del sapere”.

Detto ciò, spero di aver stimolato, anche solo un pochino, la vostra curiosità. Se così è stato, vi consiglio questa splendida lettura che esamina nel dettaglio Socrate e  il suo affascinante pensiero.
Non mi resta che augurarvi una buona lettura!

Posted in Filosofia | Commenti disabilitati su L’agenda del sapere: alla scoperta di Socrate

Segnalazione

Cari Readers, oggi volevo segnalarvi l’uscita di questo nuovo, avvincente, romanzo.

Sinossi

Hirashima Maeda, un veridico estimatore della consuetudine e del gioco d’azzardo, fa della sua vita una costante, intera scommessa. Ma, quando l’incombente imprevedibilità, da lui perennemente e boriosamente ignorata, paleserà dinanzi a quelle iridi inavvedute e supponenti, la partita più ardua da trionfare, tutto muterà drasticamente.

Autrice

Bloodseas, pseudonimo di Chiara Del Giudice, nasce a Napoli nel 1997. Scopre la passione per la scrittura e la lettura fin da bambina. A seguito del diploma in Scienze Umane, ottenuto presso l’istituto “Giuseppe Mazzini”, abbandona definitivamente l’idea di perseguire un percorso universitario per intraprendere la carriera nell’ambito della moda. Nel settembre del 2020 inizia a scrivere il romanzo “Come cenere nel vento”, che è la sua prima pubblicazione.

Link d’acquisto

Cartaceo https://www.amazon.it/gp/aw/d/8830662364/ref=tmm_pap_swatch_0?ie=UTF8&qid=&sr=

Kindle https://www.amazon.it/gp/aw/d/B0BMTKNMQH/ref=tmm_kin_swatch_0?ie=UTF8&qid=&sr=

Pronti per immergervi in questa nuova avventura?

Non perdetevi, dunque, “Come cenere nel vento”.

Buona Lettura!

Posted in Letteratura | Commenti disabilitati su Segnalazione

Segnalazione

Il conte sarà mio

Cari lettori, ma soprattutto voi care lettrici, oggi voglio segnalarvi l’uscita del nuovo romanzo della brillante autrice che sta conquistando il web Daniela Serpotta.

Disponibile su Amazon in versione cartacea e digitale “Il conte sarà mio”, un nuovo romance tutto da leggere.

Sinossi

Lei lo considera un fannullone e lui ne critica il comportamento poco signorile.

Londra, 1855 Johanna è la seconda figlia del vecchio conte di Rutland.

È uno spirito libero e indipendente che ha dedicato la sua vita ai libri e alla gestione della tenuta di famiglia.

Ma c’è un nuovo erede a cui appartengono le terre che lei ama tanto.

Philip Manners è il nuovo conte di Rutland, proviene dall’esercito, e l’ultima cosa che si sarebbe mai aspettato era di diventare un membro della nobiltà. Tra i due sono subito scintille.

Dall’autrice di “Un matrimonio combinato” ecco a voi il secondo capitolo della saga, tutto da leggere.

Non perdetevi dunque

Il conte sarà mio

Posted in Letteratura | Commenti disabilitati su Segnalazione

La favola romantica del “Fabbricante di Lacrime”

Voto: + 5 stelle

Recensione

“Non puoi mentire al fabbricante di Lacrime”.

Non puoi mentire perchè lui conosce tutti i tuoi segreti, tutti i tuoi pensieri, tutti i tuoi desideri nascosti nel profondo.

È un mago il Fabbricante di Lacrime, possiede un potere antico quanto il tempo, il potere di risvegliare le emozioni.

Non è cattivo il Fabbricante di Lacrime, è soltanto il depositario di un dono, un dono che per una manciata di bambini rinchiusi un orfanotrofio può scatenare paura.

Le lacrime fanno paura.

I bambini lo sanno che le lacrime sono cattive.

Solo da grandi capiranno il grande segreto del Fabbricante di Lacrime, comprenderanno la sua missione, sveleranno il suo mistero, e quel lupo solitario dagli occhi neri riuscirà ad amare liberamente la sua piccola falena dallo sguardo d’argento.

Trama

Rigel e Nica sono due ragazzi di diciassette anni che hanno vissuto la loro infanzia al Grave, un orfanotrofio dimenticato di una piccola cittadina americana.

Lei porta il nome di una farfalla, lui quello di una stella.

Dopo anni trascorsi a sognare una famiglia che l’adottasse, finalmente quel giorno arriva. Anna e Norman scelgono lei anche se ha già diciassette anni e parla da sola. Nica è felice, finalmente avrà la sua famiglia, lascerà quel luogo di sofferenza e vivrà serena.Tutto le sembra un sogno, quando la melodia di un pianoforte attira l’attenzione di Anna.

E il sogno di Nica va in frantumi.

Rigel è lì, bellissimo ed etereo, sembra un angelo, ma Nica conosce il suo vero volto. Rigel è cattivo e spietato, ma Anna non lo sa, così li adotta entrambi. In realtà Rigel non è il mostro che si era disegnata Nica nel corso degli anni, questo ragazzo riservato e solitario nasconde più di un segreto che Nica scoprirà col tempo.Da qui inizia la storia, e che storia amiche mie.Ma conosciamoli meglio, conosciamo Rigel e Nica.

Rigel Wild

Wilde, solo il cognome è pura melodia per le mie orecchie, ma lasciate che vi parli di lui, della sua sfrontata riservatezza, del suo carattere di merda, del suo viso angelico e dei suoi occhi neri. Rigel è uno stronzo, ma non il solito stronzo, la sua stronzagine ha una marcia in più. Rigel è semplicemente perfetto, il bello e dannato per eccellenza, il classico bad boy che fa perdere la testa anche alla Madonna.

L’ho adorato.

Ha occhi neri e felini ed è un figo pazzesco, ma il trauma che ha subito da bambino lo spinge a chiudersi dentro se stesso, a rifiutare il mondo esterno, i legami, l’affetto. La tutrice del Grave, Margaret, lo ha trovato sulla porta dell’istituto quando aveva soltanto una settimana e lo ha battezzato con il nome della stella più lucente della costellazione di Orione, Rigel appunto. Lui era il suo prediletto, era quel figlio che aveva sempre desiderato e a cui riservava ogni briciola del suo affetto. Per gli altri bambini dell’istituto, invece, c’erano soltanto schiaffi e punizioni, punizioni indicibili che hanno causato traumi indelebili in quelle piccole anime in crescita, anche in quella di Nica, che, a causa sua non riusciva a dormire la notte.Rigel la odiava per questo, la odiava perché faceva del male all’unica persona che amava veramente, all’unica che fosse riuscita ad entrargli dentro senza più uscire, Nica. L’aveva sempre amata, dal primo giorno in cui l’aveva vista, ma non poteva amarla, non voleva amarla, un lupo e una falena non avrebbero mai avuto futuro.Lui era malato e lei era così delicata che non avrebbe mai potuto comprendere il difetto che si portava dentro dalla nascita.Così aveva sempre represso questo amore, aveva cercato di annientarlo, senza risultato purtroppo. È così, quando aveva scoperto che Nica sarebbe stata adottata, si era fatto scegliere anche lui. Doveva starle accanto, doveva continuare a proteggerla silenziosamente, come aveva sempre fatto fino a quel momento. Sarebbe sempre rimasto al suo fianco, per lei e per lui che aveva i suoi occhi impressi nel cuore.

Nica Dover

Nica Dover è l’incarnazione vivente della delicatezza e della bontà, in tutte le sue sfumature. È una ragazza dolce, gentile, fluttuante, come il nome che porta, il nome di una farfalla, e come una farfalla svolazza nel petto di Rigel, si posa placida sul suo cuore e lo avvolge con le sue ali colorate. Lei, a differenza di lui, ha subito abusi da parte della tutrice che hanno lasciato un trauma incancellabile dentro e fuori di lei, ma non ha mai smesso di sorridere alla vita, di sperare, di sognare un futuro a colori e una famiglia con cui dipingerlo. Non riesce a credere che Anna abbia scelto proprio lei, solitamente, i futuri genitori si soffermavano sui più piccoli, lei invece era ormai un adolescente, eppure, quella delicatezza aveva catturato l’attenzione di Anna, la donna più amorevole del mondo, e l’aveva spinta a sceglierla. Rigel non faceva parte del suo quadretto felice, lui era il male, lui era il lupo che la prendeva sempre in giro quando erano piccoli, che le tirava i capelli, la spintonava e rideva di lei.

Perché adesso era lì?

Perché si era fatto notare?

Nica l’avrebbe scoperto presto, quando le sue mani violente si sarebbero adagiate su di lei con… delicatezza.

Oh Dio, delicatezza…

Rigel non è certo una piuma, se la scopa e pure bello violento, peró cerca di dominare i suoi impulsi bestiali. Perché la ama e non vuole farle del male, perché vuole proteggerla persino da sé stesso.

Ed ecco che la favola del lupo e della falena prende vita.

Considerazioni finali

Miei cari lettori, l’ho letteralmente ADORATO!

Lo stile poetico e scorrevole della Doom mi ha preso, mi ha coinvolto e mi ha catturato.

Il Fabbricante di Lacrime è uno dei romanzi più belli che abbia mai letto, mi ha fatto piangere, mi ha fatto ridere, mi ha fatto arrabbiare e mi ha fatto innamorare, perché, come scrive Erin Doom, tutti noi abbiamo il nostro Fabbricante di Lacrime, ognuno di noi ama qualcuno così intensamente da farci piangere di gioia, dolore, tristezza e felicità.

Concludo col dirvi che non potete perdervi questo Romance, tanto avvincente e coinvolgente, non potete perdervi questa favola moderna che ha come protagonisti un lupo e una falena.

Sulla strascico della Bella e la Bestia si srotola un raffinato velo di seta, quello del Fabbricante di Lacrime.

Buona lettura!

Posted in Letteratura | Commenti disabilitati su La favola romantica del “Fabbricante di Lacrime”

Dio si è fermato sulla linea Gustav: lo scontro finale

Voto: + 5 stelle

Recensione

Quando il talentuoso autore di questo romanzo, Michael Casetta, mi ha contattato chiedendomi una valutazione del suo libro non sapevo ancora che mi sarei trovata tra le mani un’opera d’arte in prosa. Gentilmente, ho confermato la mia disponibilità, ma per via della lunga fila di letture di cui era stata chiesta la mia attenzione, ho lasciato in stand by questo testo di cui ancora non avevo neanche letto il titolo. L’altro giorno, scorrendo la mail alla ricerca di “Orme”, quella che doveva essere la Lettura Esordienti di gennaio, mi sono imbattuta in questo titolo che, senza un reale motivo, sarà per via della mia nota formazione storico-filosofica, ha catturato all’istante la mia attenzione. Così, seguendo l’intuito, ho messo momentaneamente da parte il libro che avrei dovuto recensire per dedicarmi a questo.

E scelta migliore non potevo fare!

Cari lettori, questo romanzo è un piccolo gioiello da custodire con gelosia nella propria libreria, un testo che oltre alla mia attenzione, meriterebbe quella di voci ben più autorevoli del panorama letterario italiano. Mi domando come ancora non sia enumerato tra i primi posti delle classifiche dei libri più venduti, non solo lo merita, ma gli spetta di diritto per diverse ragioni: l’argomentazione principale del romanzo, l’impostazione della trama, il linguaggio per tutti e per nessuno, la sintassi, la grammatica perfetta, la scrittura stessa, superba, affascinante, effimera e al contempo fissata in eterno mediante quell’inchiostro che ne mostra il contenuto.

Dio si è fermato sulla Linea Gustav è, secondo la mia opinione, un capolavoro della letteratura, struggente e doloroso, osceno, crudele e agghiacciante. Terrorizza e inquieta, un terrore esistenziale che pone il lettore a confrontarsi con sè stesso, con le sue credenze e tradizioni, con la sua storia. La sua funzione catartica, tuttavia, addolcise la lettura, la fa sembrare un’opera di fantasia, un incubo dimenticato al risveglio, un ricordo lontano, sfuocato e deforme. Come un novello Richter, anche Casetta si sveglia di soprassalto e capisce che Dio non è morto realmente, che si era trattato soltanto di un brutto sogno e osserva il sole al tramonto rincuorato, un tramonto che simboleggia la morte, non solo del divino, ma anche dell’uomo. Il pianto di Cristo nella chiesa dinnanzi ai bambini deceduti che chiedono del loro Padre (Discordo del Cristo morto e altri sogni di J.P Richter) muta in un singulto lontano, perso nei meandri di una dimensione surreale. E noi, poveri orfani del Padre Celeste, nell’epoca dell’alta tecnologia, siamo in grado di risollevarci dal dolore con l’aiuto della madre, lei non è morta, lei è viva, la madre Terra e tutto ciò che incarna coesistono nel frutto più alto da essa generato: l’umanità.

Trama

Alle soglie della terza guerra mondiale, il tema trattato in questo romanzo risulta attuale e ricco di senso. Purtroppo il genere umano ha dimenticato troppo presto la sofferenza, la fame, la crudeltà, l’indifferenza e il sangue versato. È bastato il benessere del ventunesimo secolo, votato al consumismo e all’apparenza, a spazzare via la memoria e la dignità umana. Libri come questo, forgiati nella testimonianza, ci fanno ricordare la spietatezza della guerra e tutto l’orrore che ne consegue. Quando si leggono simili parole la memoria, seppur soltanto tramandata, riaffiora violenta e spinge la mente a ragionare, a capire, a indagare come sia possibile, oggi, negli anni della massima civiltà, ricadere in quell’oblio d’ignoranza e scelleratezza.

Ma continuamo con la recensione.

Innanzitutto, per chi non lo sapesse, la Linea Gustav, era una linea di confine che spaccava l’Italia in due, il sud degli Alleati contro il nord di Hitler. Essa era composta da una serie di fortificazioni voluti proprio da Hitler ed eretti nel 1943. In questi anni la guerra volgeva al termine e una nuova speranza si affacciava nell’animo degli italiani, vessati da un lungo periodo di sofferenza. Gli Alleati stavano avendo ragione dei tedeschi e tutto volgeva al meglio, mai nessuno avrebbe pensato che tra quelle fila di soldati, considerati eroi e portatori di salvezza, si nascondesse, in realtà, un gruppo di carnefici votati all’assassinio e all’abuso di qualunque cosa avesse forma umana.

Ed ecco che la denuncia di questo libro prende vita, un racconto triste e amaro, atto a dimostrare come la violenza sia priva di qualsivoglia limite; umano, animale, bestiale, perché quegli esseri non erano uomini, non erano bestie, bensì fiere infernali votate alla distruzione del vivente.

Il romanzo inizia con la scoperta, da parte di un giovane scrittore, di un volume antico nascosto nella soffitta della sua nuova casa. Questo libro, dalla copertina finemente lavorata, seppur vecchio, è totalmente incolume al tempo, sembra addirittura nuovo. Spinto dalla curiosità, lo scrittore agli esordi della sua carriera, lo apre e inizia a leggere una storia, anzi diverse storie, riferite a quei giorni di delirio. Eventi tragici, atti osceni, violenza e terrore scorrono sotto i suoi occhi, sconvolgendo il suo animo. Quel libro parla di quelle che sono passate alla storia come “marocchinate”.

Badate bene, lo scopo del romanzo di Casetta, non è indurre al razzismo, ma parlare di un particolare periodo storico realmente accaduto. Se cercate sul web si trovano varie fonti inerenti all’argomento, studi e testimonianze che riportano tutte le violenze subite dagli italiani in quei mesi di “liberazione”.

Casetta immagina una lotta tra il bene e il male, tra Dio e Satana, ecco cosa scrive: “Chi peggio dei tuoi figli, lasciati al libero arbitrio, può cagionare più dolore di quello che potrei causare io, Signore della luce? Tuonò il Signore del Male” (p. 9). I due eserciti soprannaturali raggiungono l’apice del conflitto proprio sulla linea Gustav, la linea di congiunzione e separazione delle compagini in battaglia. Tuttavia, il vero male, l’esercito schierato dal Signore delle tenebre, non sono i Tedeschi ma i liberatori. Travestito di sfavillante salvezza inganna gli innocenti, il vero e proprio esercito della Luce, figli di Dio violati dall’anima alle ossa. “Dio amareggiato guardava i suoi figli affogare nel sangue, affamati del sangue dei propri fratelli, tormentati da una nube nera che non gli permetteva di alzare lo sguardo al cielo […]. Lucifero […] soddisfatto, stupefatto e invidioso di come quegli esseri siano in grado di insegnare crudeltà anche a lui” (p. 10, 11). Gli artefici di tanto dolore furono i Goumiers, soldati coloniali francesi, che armati di un lungo coltello (la Koumia) seminarano morte, violenza e terrore. Casetta sostiene siano esseri senz’anima, in riferimento alla lotta divina da lui immaginata. La città di Esperia fu la più colpita dalla loro furia omicida e dissanguatrice, ma il primo ad averne prova fu un innocente bambino di nome Pietro, ucciso a colpi di coltello e gettato da un dirupo. Nell’altro mondo, la terra di confine tra il vivente e il non vivente, a Pietro verrà assegnato il compito di testimoniare questi crimini e trascriverli in un volume per mano di Annetta, una bambina abusata sessualmente dai Goumiers; Casetta scrive: ” Per Annetta era stato scritto un altro destino: sarebbe divenuta la rappresentante vivente di Pietro, all’arrivo di San Michele avrebbe accolto e raccolto tutte le sofferenze per tramandarle ai posteri affinché tutti sappiano e nessuno dimentichi il prezzo della libertà pagato dall’uomo” (p. 29). Depredata gran parte dell’Italia meridionale i Goumiers si spingono alle porte di Roma, intenzionati a conquistarla. Ma è proprio sul suolo della città santa che le forze del male perdono la loro potenza, si affievoliscono, e inizia la ripresa della forze celesti. La voce del Papa scatena un miracolo inaspettato e Dio vince una guerra data già per persa: ” Papa Pio XII ammonì gli eserciti combattenti “Chiunque osi levare la mano contro Roma, si macchiarà di matricidio”. Con queste parole gli uomini sembrarono svegliarsi dal torpore che lo aveva attanagliati per tutta la prima metà del XX secolo e volontariamente scelsero la non belligeranza per risparmiare Roma” (p. 50). Ormai, era solo questione di tempo prima che il male soccombesse al bene e il buio fosse riempito dalla luce: “Ormai numericamente inferiori e quasi demotivati si decise il loro ritiro per evitare una completa disfatta delle forze malvagie” (p. 52).

La guerra era terminata, la salvezza era sopraggiunta, questa volta per davvero, perché emanata da Dio e non dagli uomini, figli del peccato e della crudeltà.

Considerazioni finali

“Dio si è fermato sulla linea Gustav” è stata una lettura lacerante, mi ha lasciato dentro una sofferenza non mia, un dolore che nessuno dovrebbe mai provare. Consiglio la lettura di questo meraviglioso romanzo e il suo approfondimento attraverso altre fonti per non dimenticare l’umiliazione, la sofferenza e la dignità di quella nostra gente violata fino alle ossa, sotto la carne, nelle pieghe più profonde dell’anima, dove la coscienza sorge e le emozioni si aggrovigliano intorno ad un’angoscia esistenziale in grado di spegnere l’ego gonfiato che domina il ventunesimo secolo.

Posted in Letteratura, Storia | Commenti disabilitati su Dio si è fermato sulla linea Gustav: lo scontro finale

La cattura “orchestrata” della sposa

Voto: 2 stelle

Recensione

Ed eccomi con una nuova recensione. Devo dire che mi ci voleva proprio una lettura leggera e divertente e questo romanzetto regency mi ha distratto per un pò. Nulla di originale o sconvolgente, la classica storia d’amore sdolcinata e peperina con il solito finale scontato.

Devo ammettere che queste letturine, seppur divertenti, mi hanno un pò stancato. Certo, “il vissero felici e contenti” era palese ma le dinamiche non cambiano. C’è il solito nobile figo e sciupafemmine e la solita pudica e ingenua fanciulla, che non conosce minimamente l’amore e soprattutto l’anatomia maschile che una volta scoperta diventa una droga. Ovviamente nulla da biasimare, manca però un filo d’ingegno in quelle testoline spacciate per grandi teste. Comprendo l’epoca d’ambientazione e la posizione delle dame in questo contesto, ma caspita mi manca Elizabeth Bennet e il suo carattere focoso, la sua intraprendenza, il suo sarcasmo, la sua innocenza arguta, il suo acume rivoluzionario e tempestoso. Queste protagoniste sono tutte uguali, per lo più piatte, con la mera funzione di scoprire il piacere.

Sinceramente, fossi un editore, boccerei all’istante un romanzo del genere, ma comprendo la fetta di lettori, anzi lettrici, a cui vengono proposti.

Quando ho letto il titolo di questo romanzo mi era parso originale “La cattura della sposa” non era il solito “duca” di qua “marchese” di là, ma mi sbagliavo.

Chissà a cosa stavo pensando quel giorno! ahahah

Dovevo aspettarmelo!

Va bene, procediamo con la recensione.

Trama

Grace è una giovanissima ereditiera sotto la tutela di uno zio avido e codardo, devoto esclusivamente al lusso e alla bella vita.

È sposato con la pacata zia Elsie, a cui Grace è molto affezionata. La povera donna vive in miseria per consentire al marito di vivere la sua vita mondana. Circa un mese prima del compleanno di Grace, momento in cui la fanciulla compie 21 anni e non sarà più sotto la sua tutela, al fine di trarne un profitto economico, stipula, in nome della nipote, un fidanzamento combinato con uno che ha ucciso la moglie spingendola dalle scale, tale Worthington, noto per il temperamento crudele e spietato. A questo punto la fanciulla implora lo zio di annullare questa follia ma quello, accecato da una ricombenza in denaro che il futuro marito di Grace elargirà dalla sua stessa eredità dopo le nozze, non ne vuole proprio sapere. È a questo punto che la dolce e tranquilla zia Elsie elabora un piano che permetterà alla fanciulla di fuggire e incontrare l’amore della sua vita, l’affascinante quanto misterioso visconte Nash.
Da qui tutto ha inizio amiche mie, l’atmosfera si scalda e le scene hot dominano la trama fino al gran finale.

Nash

Noto semplicemente come Nash, figlio di un noto visconte, è stato disconosciuto dal padre quando aveva circa 24 anni perché spendeva soldi a manette al gioco d’azzardo.

Come dare torto a suo padre?

Ma lui si sente pure tradito e abbandonato dalla sua famiglia e si rifugia nella villa dove ha trascorso l’infanzia, ora abbandonata e pericolante. Sarà lui a sistemarla nel corso del tempo e a renderla in parte abitabile.Tuttavia è sempre a corto di denaro, sopravvive a malapena e, quando il suo amico dai tempi dell’università, Guy, gli propone un accordo lavorativo alquanto bizzarro accetta senza esitazione. Intraprende così una nuova avventura che lo porterà a conoscere proprio Grace, la razionale e curiosa fanciulla che gli ruberà, letteralmente, anima e corpo.

Grace

Grace è una ragazza originale e molto intelligente. Ha trascorso l’infanzia con suo padre che l’ha istruita a dovere su ogni argomento possibile, anche nell’uso delle armi, per fa sì che sua figlia, una volta cresciuta, fosse stata in grado di badare a sé stessa. Quando suo padre è morto è passata sotto la tutela dell’avido e perfido zio.

Grace non è una fanciulla prorompente, al contrario è molto minuta, sia di statura che fisicamente, si crede poco attraente, perciò pensa che nessun uomo voglia sposarla in virtù del suo aspetto. Dunque, aveva pensato che, una volta diventata maggiorenne e riscossa la sua eredità, sarebbe andata a vivere da qualche parte con sua zia Elsie, l’unica persona in cui ha trovato conforto dopo la morte di suo padre. Possiede un gatto, Claude, che non abbandona mai e porta sempre con sé. Claude è il suo migliore amico, l’ha salvato da un fiume e da allora non si era più separata da lui.

Grace è molto razionale, cerca sempre la spiegazione di ogni cosa, analizza le situazioni, i luoghi, le persone e prende sempre appunti su tutto. Per lei, dietro ogni cosa si nasconde una ragione, fino a quando non incontra Nash ovviamente. Lui è un totale mistero per lei, lo analizzerà da cima a fondo, ma i suoi muscoli abbronzati e la sua mascella maschia spegnerà la luce della mente lanciandola nel buio ancestrale dell’istinto. Sarà lui a farle comprendere che alcune cose non hanno logica e che “Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”.

Considerazioni finali

“La cattura della sposa” è stata una lettura divertente e leggera, utile per allontanarsi per un pò dalla solita routine e passare qualche ora in compagnia di questi curiosi personaggi dal cipiglio tipicamente inglese.

Per chi cerca una lettura profonda e struggente consiglio di passare oltre, ma se volete divertirvi un pò questo libro fa al caso vostro mie care signore.

Lo storytelling, seppur rispettando i canoni del regency, è ben piazzato, la scrittura presenta qualche refuso, ma niente di orripilante, solo qualche svista, mentre il linguaggio è semplice e scorrevole, direi adatto a tutti. Le scene passionali sono molto focose, più centrate a svelare il piacere di lei che quello di lui.

Dunque mie care lettrici la scelta è vostra e, se siete appassionate del genere, non potete fare a meno di leggere “La cattura della sposa”, buona lettura!

Posted in Letteratura | Commenti disabilitati su La cattura “orchestrata” della sposa

After 2: una tragedia

Recensione

Stelle: nessuna

Care amiche, arieccomii a parlare di loro, Tessa, Steph, Molly, Zed, Jace, Landon e sopratutto di lui, il “dopo” in questione, su cui sarebbe meglio stendere un velo pietoso, più pietoso che velo, mettere in moto la macchina del tempo e ritornare al “prima”, Hardin Scott.

Anche in questo secondo volume della serie il trash regna sovrano e io posso solo dire ” pancia mia fatti capanna” e gustare le succose ” buste shock”, per citare una big del trash, che popolano queste pagine.

Devo dire a favore della Todd che non mi sono mai annoiata durante la lettura, la suspense, chiamiamola così per educazione, è una costante. Non mancano le sorprese, anzi più che sorprese possono essere definite “una caduta faccia ‘nterra” e poi c’è sempre lui, il nostro fascinoso quanto psicotico e surreale protagonista che, ricordo con molto rammarico, ha fatto innamorare centinaia di ragazzine nel mondo. Ancora mi sto chiedendo come una cosa del genere sia potuta accadere ma poi giustifico la cosa dandomi della “vecchietta”, forse a quindici anni anch’io mi sarei innamorata perdutamente di Hardin Scott.

Ma procediamo con la recensione, senza ulteriore indugio, lo so che siete curiose!

Ehhhhh!!!

Risponderà qualcuna di voi, ma nessuno mi fermerà dopo essermi sorbita 500 e passa pagine di questo scempio.

Dunque, avanti tutta!

Trama

“Il triangolo nooo, non l’avevo consideratooo” canta Renato Zero, ma la Todd gli fa una linguaccia e con strafottenza dice “Il triangolo siii” e inizia a scrivere After 2.

Allora, eravamo rimasti a Tess che scappava da Hardin dopo aver saputo della scommessa. Questo secondo volume inizia con lei che va a Seattle per un evento della Vance, l’editore per cui lavora, insieme ai colleghi, tra cui spicca l’affascinante Trevor, innamorato ovviamente di chi? Vediamo se indovinate. Esattoooo!! Proprio di Tessa.

Lui la corteggia e lei accetta, anche se il bel tenebroso inglese occupa la maggior parte dei suoi pensieri. E niente, durante il viaggio la signorina “casa e chiesa” beve, si limona uno che non ha mai visto in discoteca e poi, visto che si è ubriacata come se non ci fosse un domani chiama il suo amore folle, quello che ha scommesso di portarsela a letto e se ne è vantato con tutto il campus, sì proprio lui, chiama “Dopo”. Quello, che è pentito più di Giuda dopo che hanno arrestato Cristo, si precipita da lei, si fa due ore di macchina nelle neve, trova il suo albergo non si sa come e pure la sua stanza. E niente, la becca con Trevor perchè si sono scambiati i telefoni e lui era andato a riprenderselo, ma il signorino “scommessa/psicotico” da di matto, pensa chissà che e il povero Trevor se ne va.

Rimangono soli e cosa fanno? Cosa potrebbero mai fare questi due? Mah chi lo sa, fatto sta che lei gli salta addosso e lui coglie la palla al balzo.

Dopo tutto ciò si ritorna a casa, lei vive in un motel dopo che ha lasciato il loro appartamento ma, pensando che Hardin vada in Inghilterra a trovare la madre, decide di ritornarci perché ha quasi finito i soldi e la madre non la finanzia più. Dunque arriva il fatidico giorno in cui l’inglesino pazzo deve partire, Tessa sa il giorno perché glielo aveva detto lui, e lei, pensando che la casa fosse vuota, ci si trasferisce con armi e bagagli. Tuttavia, proprio mentre si rilassava tutta felice ecco che la porta si apre ed entrano lui e, udite udite, la madre.

E qui si vola ragazzi.

I due fingono di stare ancora insieme perché lui aveva raccontato alla madre di aver trovato, finalmente, una fidanzata, una ragazza per bene per giunta, e lei decide di restare, poi alla fine scopano e si rimettono insieme realmente. Il giorno di natale Hardin picchia il padre senza motivo e la sera di capodanno picchia un altro, non chiedetemi chi perché non me lo ricordo. Finiscono le feste, si torna all’università, ma una sera, nel sonno, Tessa chiama Zed, che Hardin proprio non può soffrire, non ho ancora capito perché, e lui impazzisce, va ad ubriacarsi in un bar e poi si scopa la barista, una sua vecchia conoscenza tra l’altro. La poveretta, Madre Teresa di Calcutta in minigonna, lo scopre perché ritornando a casa dall’università fa un incidente in macchina, niente di grave per fortuna, e in quel momento anche lui stava ritornando al bar dove aveva lasciato la macchina la sera precedente perché era troppo ubriaco, lo sta accompagnando la barista ovviamente. Quando vede la macchina incidentata di Tess si precipita da lei, dopo un pò lo raggiunge anche la barista e…

boom, scoppia la bomba.

Tess lo lascia per l’ennesima, stancante, volta e lui che fa? Se ne va in Inghilterra dalla madre.

Bah!

Secondo lui deve starle lontano così lei può rifarsi una vita con uno migliore di lui, Trevor è il candidato ideale secondo la sua mente perversa, e il suo discorso ha senso, peccato che è lui il protagonista di questo romanzo e quindi l’unico con cui la protagonista ha un futuro. Da questo momento in poi il ritornello di Renatone nostrano prende il sopravvento. Dopo una decina di giorni passati a piangere per “Mister narcisista cronico” la “bella addormentata tra i libri” si sveglia e capisce, secondo lei, che il morto di figa scappato in Inghilterra non la vuole più, così, bella quatta quatta, corre tra le braccia di quello che il suo ex odia a morte, Zed “il figo”, pur essendo ancora innamorata di quell’altro.

Whoa! Che fatica!

Come era ovvio, appena vede il suo “malessere”, che nel frattempo è ritornato dall’Inghilterra, non capisce più niente e torna con lui, dando al suo novello cavaliere senza macchia un bel due di picche.

Non vi dico il macello signore mie!

“Il figo” non accetta che “la bella addormentata tra i libri” sia ritornata con “Mister narcisista cronico” e inizia una contesa tra questi due gentiluomini, che non sono né gentili e né uomini, per conquistare il cuore della loro Bella.

E qui ragazzi si raggiunge il culmine.

Zed orchestra intrighi ai danni del rivale, per far sì che Tessa lo lasci, ma lei è proprio cocciuta e se lo tromba pure questo signor “malessere” dall’accento inglese. Volano schiaffi, cazzotti e “il figo” finisce pure all’ospedale per mano di ” Mister narcisista cronico” che difende l’onore dell’amata a suon di botte.

Alla fine cosa accadrà?

Chi vincerà il cuore di Tessa?

Non ve lo dico!

ahahah.

Parliamo un pò di Hardin e Zed invece.

Hardin Scott

Vi starete chiedendo perché parlo ancora di lui visto che gli avevo dedicato un paragrafo nella recensione precedente ma, ragazzi, non posso proprio esimermi. In questo secondo libro emergono tratti della sua personalità che nel primo sono celati, tratti molto raccapriccianti.
Io l’avevo detto che questo ragazzo era più adatto per un giallo ed infatti la mia opinione è stata confermata da Trish, sua madre. Il giovanotto non è andato in America solo per studiare e dimenticare il suo passato problematico. La mamma l’ha spedito dal padre perché era un vero e proprio maniaco. Questo andava a letto con le ragazze e le filmava mentre si davano a lui. Uno di questi video ha fatto il giro del web, la ragazza in questione si chiamava Natalie, rovinando la sua reputazione. Per fortuna la ragazza ne è uscita dopo un pò e ha trovato un ragazzo che le voleva bene realmente, ma Trish, esausta della vita del figlio, fatta di alcol, sesso e droga, l’ha allontanato da casa, per il suo bene, anche se non è riuscita nel suo intendo visto che Hardin ha continuato a bere e rovinare fanciulle. Ma non è solo questo, Hardin è violento oltre ogni misura, picchia tutti e distrugge tutto e l’autrice giustifica ciò con il trauma che ha subito da bambino.

(Non lo spoilero).

Inoltre è un manipolatore e crea dipendenza affettiva.
È un soggetto pericoloso che meriterebbe la galera non una posizione d’onore all’interno di un romanzo e mi chiedo come i lettori apprezzino un simile personaggio. Qui non si tratta solo di essere stronzi, ma di supportare la violenza fisica e psicologica, di dare per buono un comportamento immorale e fuori dalla norma. Tutto ciò non è giustificabile, tutto ciò non merita neanche una goccia di inchiostro. Sono allibita e basita perché la Todd, tramite Tessa, accetta ogni cosa di Hardin, anche la più infima. Lo giustifica, lo accetta, cerca di calmarlo e rinuncia persino alla sua famiglia per lui. Tessa è il suo giocattolo e le parole che usa quando parla di lei con altri mi fanno ribollire il sangue.
Hardin Scott è l’esempio più eclatante di uomo manipolatore e narcisista, che non si fa alcuno scrupolo a fare ogni tipo di male alle persone. Per lui non esiste nessun altro al di là di sé stesso e non ama altri fuorché se stesso.
Forse esagero ma ho trovato questo libro un inno alla violenza sulle donne e la Todd non ha neanche la consapevolezza di tutto ciò, come una sprovveduta a spiattellato questa oscenità nero su bianco ed è stata accolta da importanti editori che forse non hanno neanche letto questo libro.
Vedremo cosa accadrà nel terzo volume ma questo è quello che mi ha trasmesso questo secondo capitolo della saga.

Zed Evans

Lui è il rivale di Hardin, e vi dirò, è migliore di lui in tutto e per tutto. Fa solo qualche giochetto per attirare Tessa a sè ma si sa che in guerra e in amore tutto è concesso. Zed è bellissimo, è un ragazzo educato e si prende tutte le botte che Hardin ha da dargli in nome del suo amore malato per Tessa. La protegge ed è sempre presente, e gentile con lei e non l’accusa di nulla, come è giusto che sia.
Quando Hardin lo manda all’ospedale per avergli  rotto il naso e provocato una commozione celebrale a suon di pugni e calci, decide anche di non sporgere denuncia quando Tess lo implora di non farlo.
Insomma ragazze, Zed è un ragazzo normale, va all’università, esce con gli amici, si diverte anche lui con le ragazze ma non è psicopatico come Hardin e, a mio parere, tra i due io ho fatto il tifo per lui fino alla fine.

Considerazioni finali

Beh, penso di aver già detto tutto. È stata una lettura intensa devo dire, perchè ad ogni pensiero di Hardin, in questo secondo volume la Todd ha inserito anche il suo punto di vista, mi giravano i coglioni. Avrei voluto entrare nel romanzo e spaccargli la faccia confermando il detto secondo cui la violenza genera altra violenza.

Hardin Scott, signorine mie, non è solo uno stronzo bullo, è un vero e proprio criminale, perciò badate bene a chi donate il vostro cuore. Comprendo il fascino del bello e dannato, ma qui siamo ben oltre e, veramente, non mi capacito come questa storiella da quattro soldi abbia potuto avere tutto questo successo eclissando voci ben più meritevoli.
Hardin Scott non è uno sciupafemmine, è soltanto uno scostumato e un delinquente, un individuo letterario privo di senso.

E mi incazzo anche sul fatto che la Todd osi paragonarlo a Heatcliff o Mr Darcy, due capisaldi della letteratura, questa cosa mi manda fuori di testa, cazzo!

Dunque, miei cari lettori, tenetevi alla larga da questo libro, il più brutto che abbia mai letto finora e di cui non consiglio assolutamente la lettura.

Leggetevi la saga delle Cinquanta Sfumature, che è, a mio parere, decisamente meglio.

Posted in Letteratura | Commenti disabilitati su After 2: una tragedia